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Il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per il Futuro”, attraverso una nota diffusa dal capogruppo Biagio Farace, contesta le modalità con cui si è svolta l’ultima seduta del Consiglio comunale e accusa l’amministrazione guidata dal sindaco Ugo Vetere di non aver garantito la piena disponibilità della documentazione relativa ai punti all’ordine del giorno.
La seduta straordinaria era stata convocata ieri per discutere quattro punti: la presa d’atto della composizione della Giunta e delle deleghe assessoriali, il bilancio consolidato del Gruppo Comune di Santa Maria del Cedro per l’esercizio 2025 e due ratifiche di deliberazioni di Giunta relative a variazioni del bilancio di previsione finanziario 2026-2028.
Secondo quando si legge nella nota “Ancora una volta, però, la seduta si è trasformata in una farsa. All’opposizione non è stata consegnatala documentazione a corredo dei punti in votazione, nonostante fossero stati richiesti i soli documenti mancanti e non reperibili dall’albo pretorio. Il sindaco Ugo Vetere, in aula, ha dichiarato che la documentazione non è stata trasmessa a mezzo PEC per come richiesto perché la richiesta sarebbe stata presentata il giorno prima rispetto a quando i documenti sarebbero stati effettivamente disponibili. Una giustificazione che non sta in piedi: nessuno ha mai preteso di avere i documenti il22 ottobre, si è semplicemente atteso invano fino al 27 ottobre senza ricevere nulla, mentre la documentazione sarebbe dovuta essere inviata a mezzo Pec, per come richiesto, e a disposizione dei consiglieri già dalle ore 12:00 del 23 ottobre, come previsto dallo Statuto comunale .Vetere continua a non dare prova di trasparenza e di collaborazione, senza rendersi conto delle conseguenze di questa sua attività ostruzionistica, che non passerà in sordina ma sarà segnalata e impugnata come al solito. La mancata o tardiva messa a disposizione degli atti, secondo la giurisprudenza consolidata (si pensi al Consiglio di Stato), inficia la validità della seduta: non si tratta di un mero vizio formale, ma di una violazione sostanziale delle prerogative dei consiglieri, i quali non vengono messi in condizione di esprimere un voto informato. Di conseguenza, la minoranza può impugnare le delibere davanti al TAR per ottenerne l’annullamento, oppure presentare un esposto alla Prefettura, che può intervenire formalmente richiamando il Sindaco o il Segretario comunale al rispetto delle prerogative consiliari e delle norme di legge. Nei casi più gravi, il rifiuto deliberato e ingiustificato da parte del funzionario o degli amministratori può configurare il reato di omissione o rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 c.p.), e se il Comune viene condannato dal TAR a pagare le spese legali a causa di un diniego illegittimo, il funzionario responsabile rischia di dover risarcire il danno per danno erariale davanti alla Corte dei Conti. Ma c’è dell’altro. Vetere, con un filino di voce, si è limitato a leggere i punti all’ordine del giorno adducendo che i documenti sono stati messi a disposizione dei consiglieri, senza dare un minimo di spiegazioni sui punti posti a votazione, se non a noi almeno al poco pubblico presente in aula. E c’è di più: ci si è preoccupati solo, per il tramite della segreteria, di accertarsi che nessuno stesse registrando la seduta, che a nostro parere dovrebbe invece essere trasmessa in diretta. Ancora una volta, la trasparenza è un optional, e la collaborazione istituzionale un lusso che questa amministrazione non si può permettere.”



