Praia a Mare. Mandarano analizza dati turistici 2019-2025: “occorre fare squadra tra pubblico e privati”

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L’imprenditore Antonio Mandarano ha analizzato i dati turistici del comune di Praia a Mare nel periodo 2019 -2025.

“La cittadina intercetta più visitatori – spiega Mandarano – ma li trattiene per meno tempo: il soggiorno medio è sceso da circa 5,9 notti nel 2019 a 4,2 notti nel 2025. È necessario fare squadra tra amministratori pubblici e operatori privati– propone l’imprenditore – sedersi intorno a un tavolo, guardarsi negli occhi e decidere insieme il futuro di Praia a Mare e dell’intero comprensorio del Golfo di Policastro”.

NOTA STAMPA INTEGRALE

Il confronto con il 2019, ultimo anno prima della pandemia, mostra un dato ancora più preoccupante: oggi Praia a Mare dispone di molti più posti letto, ma registra molte meno presenze turistiche.

Tra il 2019 e il 2025 i posti letto sono aumentati del 38,8%, passando da 5.578 a 7.743. Nello stesso periodo, però, le presenze sono diminuite del 19,3%, da 239.834 a 193.577. In altre parole, rispetto al periodo precedente al Covid abbiamo più capacità ricettiva, ma 46.257 pernottamenti in meno.

Il dato più preoccupante riguarda il tasso di occupazione dei posti letto, sceso dal 28,7% del 2019 al 16,7% del 2025: una perdita di 12 punti percentuali, pari a una riduzione relativa di circa il 42%. In termini semplici, durante una stagione turistica convenzionale di 150 giorni, nel 2025 sono stati occupati mediamente meno di 17 posti letto ogni 100 disponibili, contro quasi 29 nel 2019.

Gli arrivi, cioè il numero di persone che hanno soggiornato almeno una notte, sono aumentati del 13%.

Le presenze, cioè il totale dei pernottamenti, sono invece diminuite. Questo significa che Praia a Mare intercetta più visitatori, ma li trattiene per meno tempo: il soggiorno medio è sceso da circa 5,9 notti nel 2019 a 4,2 notti nel 2025. Il forte aumento delle strutture censite nel 2025 è legato anche all’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (CIN), che ha fatto emergere numerose attività prima non comprese nelle statistiche. Ma questo aumento non coincide con una crescita equivalente del mercato: rispetto al 2024 i posti letto sono saliti del 29,7%, mentre le presenze soltanto del 7,5%.

La crescita riguarda quasi esclusivamente gli alloggi in affitto (in larga parte seconde case destinate agli affitti turistici), passati da appena 3 strutture nel 2019 a 310 nel 2025. Questa tipologia rappresenta 307 delle 313 nuove strutture censite, cioè oltre il 98% dell’intero aumento, e circa l’80% dei nuovi posti letto. Il confronto con le località turistiche più rappresentative rende ancora più evidente il ritardo.

Rispetto al 2019, Scalea ha aumentato le presenze del 17,3% e Maratea del 6,2%. Camerota, pur restando sotto del 31,0%, nel 2025 registra ancora 509.929 pernottamenti e conserva il maggior volume turistico del gruppo.

Praia a Mare è invece sotto del 19,3% e presenta il tasso di occupazione convenzionale più basso: 16,7%, contro il 30,3% di Scalea, il 39,9% di Maratea e il 23,1% di Camerota.

Una politica degli eventi senza risultati duraturi

Negli ultimi quattro anni l’Amministrazione comunale ha destinato, secondo la mia ricostruzione degli atti di spesa, oltre due milioni di euro a concerti, cabaret e altre manifestazioni di intrattenimento. Eppure, nel 2025 le presenze restano inferiori di oltre 46 mila unità rispetto al 2019 e non emerge un ritorno proporzionato in termini di crescita stabile delle imprese turistiche e nuova occupazione. Gli spettacoli possono animare alcune serate e offrire momenti di svago, ma non possono essere confusi con una strategia di sviluppo turistico.

A mio giudizio, spendere somme così rilevanti senza lasciare risultati duraturi alla città, agli operatori e ai lavoratori rappresenta uno sperpero di denaro pubblico.

Le criticità che frenano il turismo

I numeri confermano problemi già evidenziati nel primo rapporto: Praia a Mare e il comprensorio non riescono ancora a sfruttare pienamente le proprie potenzialità. Le bellezze naturali, il clima, il patrimonio storico e culturale e l’enogastronomia non bastano, se non sono accompagnati da servizi adeguati e da una programmazione comune. La prima criticità è la forte concentrazione delle presenze in poche settimane estive. Una località che vive quasi soltanto nei periodi di punta espone le imprese a costi elevati e ricavi incerti e offre poche possibilità di lavoro stabile. L’obiettivo deve essere allungare la stagione turistica, valorizzando primavera e autunno attraverso natura, sport, cultura, percorsi enogastronomici ed eventi capaci di richiamare visitatori anche fuori agosto.

Resta inoltre debole la domanda internazionale: nel 2025 gli stranieri hanno generato a Praia a Mare 10.626 presenze, contro le 18.231 del 2019, con una riduzione del 41,7%. Senza collegamenti efficienti, informazione multilingue, promozione sui mercati esteri e servizi all’altezza, sarà difficile attrarre nuovi flussi e aumentare la permanenza media. Servono poi interventi su decoro urbano, pulizia, mobilità, parcheggi, accessibilità delle spiagge, collegamenti con le stazioni e con gli aeroporti, manutenzione degli spazi pubblici e qualità dell’accoglienza. Anche gli operatori privati devono investire nell’ammodernamento delle strutture, nella formazione del personale, nella digitalizzazione e nella commercializzazione dell’offerta.

 La proposta

Credo che la priorità debba essere tornare a investire nella riqualificazione dei servizi pubblici e privati. Oggi esistono finanziamenti regionali, nazionali ed europei per il turismo: il Comune dovrebbe aiutare il territorio a intercettarli e trasformarli in interventi concreti, capaci di migliorare l’accoglienza, sostenere le imprese e creare lavoro. «L’attuale Amministrazione comunale, in carica dal giugno 2022, non ha realizzato investimenti pubblici significativi. Il motivo principale è la mancanza di progettazione e pianificazione degli interventi necessari per potenziare e innovare i servizi pubblici comunali. Proprio per questa ragione, il Comune non è stato in grado di intercettare gli ingenti finanziamenti pubblici stanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalla programmazione comunitaria 2021-2027. Praia a Mare ha così perso una straordinaria occasione per modernizzare la città e renderla più competitiva sul mercato turistico».

È necessario fare squadra tra amministratori pubblici e operatori privati, sedersi intorno a un tavolo, guardarsi negli occhi e decidere insieme il futuro di Praia a Mare e dell’intero comprensorio del Golfo di Policastro. Occorre definire pochi obiettivi misurabili: aumento delle presenze, allungamento della stagione, crescita della permanenza media, maggiore presenza straniera e nuova occupazione stabile. All’Amministrazione spetta programmare, migliorare i servizi e rendere conto dei risultati ottenuti con il denaro pubblico. Agli operatori spetta investire nella qualità. Ai cittadini e alle associazioni spetta partecipare e vigilare. Ognuno deve fare la propria parte.

 

 

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