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Il gruppo di opposizione Praia Futura, con una nota firmata da consiglieri Anna Maiorana e Tommaso Morelli torna sulla vicenda del Piano comunale di spiaggia di Praia a Mare dopo il rigetto, da parte del Tar della Calabria, dell’istanza cautelare presentata contro la delibera di adozione dello strumento urbanistico. Al centro della presa di posizione, le contestazioni sulle modalità con cui si è arrivati all’adozione del Piano e il mancato accoglimento della richiesta di rinvio della discussione consiliare, avanzata per consentire un confronto più ampio.
LA NOTA DI PRAIA FUTURA
I ricorsi si vincono e si perdono.
Ciò che non si può perdere è il rispetto, da parte di una Amministrazione comunale, per tutti coloro che rivestono un ruolo istituzionale e non si può perdere il rispetto verso le regole che reggono e tutelano il confronto democratico dentro e fuori la sala consiliare.
Praia Futura non si fermerà. Continueremo ad adempiere appieno alle prerogative che la legge garantisce ai consiglieri di opposizione. Un ruolo istituzionale che nessuno schieramento politico può arrogarsi il diritto di stravolgere o manipolare a suo piacimento.
L’ufficio pubblico che ricopriamo ci attribuisce un compito importante: monitorare l’operato della giunta e della maggioranza, verificando la trasparenza, la legalità e la correttezza degli atti amministrativi nell’interesse della comunità.
Questo abbiamo fatto in questi anni. E continueremo a svolgere questo compito con impegno e dedizione a tutela dell’intera popolazione praiese.
Non di una parte, non di pochi privilegiati.
I ricorsi si vincono e si perdono. Ed è per questo motivo che stiamo valutando quali dovranno essere i prossimi passaggi giudiziari.
La partita è ancora apertissima.
Ribadiamo quanto abbiamo già sottolineato nei nostri precedenti interventi: non abbiamo mai messo in gioco il Piano Spiaggia. Né tantomeno aperto un contenzioso per nuocere agli operatori del settore.
Il Piano Spiaggia approvato frettolosamente dall’Amministrazione comunale – dopo una dormita di 4 anni – fa acqua da tutte le parti. E ne è testimonianza il fatto che proprio dal punto di vista tecnico sono oltre 20 le prescrizioni formulate solo dal Dipartimento Demanio Marittimo della Regione Calabria e dalla Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio.
Si tratta di indicazioni precise su come procedere nella stesura di questo strumento. Sono precetti che richiamano l’attenzione su un principio fondamentale: la pianificazione del litorale non può prescindere dalla tutela del bene comune e dalla necessità di garantire un equilibrio effettivo tra le diverse esigenze presenti sul territorio.
Il Piano Spiaggia non è a beneficio di pochi. Lo dicono i pareri degli Enti sovracomunali.
Il mare e le spiagge rappresentano una risorsa preziosa sotto il profilo ambientale, economico, turistico e sociale. Sono luoghi di lavoro e di impresa, ma anche spazi che appartengono alla vita quotidiana della collettività e che devono poter essere fruiti nel rispetto delle regole e dei diritti di tutti.
È proprio per questo che il ruolo degli enti competenti assume un’importanza decisiva. Le prescrizioni, soprattutto di Regione e Soprintendenza, contribuiscono a garantire che le scelte urbanistiche e demaniali non siano guidate da interessi particolari, ma da una visione complessiva del territorio, nella quale nessuna legittima esigenza venga trascurata e nessun diritto venga sacrificato senza adeguate ragioni.
La valorizzazione delle attività balneari e la tutela della libera fruizione del litorale non sono obiettivi contrapposti. Al contrario, possono e devono convivere all’interno di una programmazione seria, trasparente e rispettosa delle disposizioni normative.
Gli operatori del settore svolgono un ruolo importante per l’economia locale, l’occupazione e l’accoglienza turistica; proprio per questo, un quadro di regole certe e uguali per tutti rappresenta anche una garanzia per chi investe e lavora nel rispetto della legge.
Al tempo stesso, è indispensabile evitare che la legittima presenza delle attività economiche si traduca, anche solo sul piano della pianificazione, in una compressione delle possibilità di accesso e fruizione del mare da parte dei cittadini.
Il litorale deve rimanere uno spazio in cui interessi pubblici e privati trovino una composizione equilibrata, senza che una sola componente, o una élite al suo interno, possa prevalere sulle altre.



