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Il sindaco di Scalea Mario Russo rimane in carica.
Il tribunale di Paola ha rigettato il ricorso proposto dall’ex sindaco e candidato Giacomo Perrotta confermando l’elezione del primo cittadino.
Il giudice ha accolto le tesi difensive proposte dall’avvocato Oreste Morcavallo a difesa del comune di Scalea e dagli avvocati Fabio Longo e Giancarlo Gentile per Russo, ritenendo l’insussistenza della causa di incandidabilità in capo al sindaco di Scalea, poiché il reato ascritto a quest’ultimo non è più previsto dalla legge come reato.
Il ricorrente è stato anche condannato al rimborso delle spese giudiziali pari a 1.187,20 euro.
Il candidato sindaco Perrotta aveva deciso di impugnare il verbale con cui è stato proclamato eletto Mario Russo alle elezioni del 25 e 26 maggio scorsi e tutti i passaggi procedurali collegati al voto; pertanto, chiedeva al tribunale di dichiarare incandidabile e ineleggibile l’attuale sindaco poiché condannato in via definitiva nel 2015 per i reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. La pena prevedeva 18 mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici.
Secondo Perrotta, in base alla Legge Severino che vieta la candidatura a chi abbia riportato condanne superiori a sei mesi per reati legati all’abuso di potere o alla violazione dei doveri connessi a una funzione pubblica, Russo sarebbe stato incandidabile e ineleggibile.
Invece, alla luce della Riforma Nordio che ha abrogato in via retroattiva il reato di abuso d’ufficio e le relative pene accessorie, Russo ha avuto ragione di ricandidarsi.



