Santa Maria del Cedro. “Rendiconto Gestione 2024”: Il Tar Calabria ha dato ragione all’opposizione

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Il Tar Calabria ha dato ragione al gruppo di minoranza di Santa Maria del Cedro guidato da Biagio Farace e ha condannato il comune a pagare le spese di lite, pari a 2.500 euro.

Al centro della contesa l’approvazione del Rendiconto della Gestione 2024 approvato ad aprile scorso dalla sola maggioranza.

I quattro consiglieri di opposizione avevano fatto ricorso al Tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento di tutti i provvedimenti,avendo avuto in ritardo il documento contabile rispetto ai tempi fissati dalla legge.

L’esecutivo aveva poi riesaminato il Rendiconto a luglio ma intanto il percorso giudiziario era avviato. “Una vittoria morale e legale – scrive l’opposizione”.

LA NOTA INTEGRALE

Quella che doveva essere una formale approvazione del Rendiconto della Gestione 2024 si è trasformata in una vicenda giudiziaria che ha visto l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Ugo Vetere soccombere e condannata al pagamento delle spese processuali.

Tutto ha inizio il 29 aprile 2025, quando il Consiglio Comunale viene convocato per approvare il rendiconto. I consiglieri di opposizione – Biagio Farace, Marco Aulicino, Carla Ursino e Paolo Arieta – presentano una formale contestazione, chiedendo il rinvio della seduta. Le motivazioni sono chiare e puntuali: la documentazione è stata trasmessa in ritardo (ore 17:49 del 24 aprile a soli 4 giorni dal consiglio) ed è incompleta, violando di fatto il diritto all’informazione dei consiglieri e il termine minimo di 20 giorni previsto dall’art. 227 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) per l’esame di un atto così complesso.

Nonostante le proteste, la maggioranza respinge la richiesta di rinvio e approva il rendiconto con 8 voti favorevoli, 4 contrari e un’astensione.

A quel punto, i quattro consiglieri di opposizione – lesi nei loro diritti – fanno ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Calabria chiedendo l’annullamento della delibera n. 10 del 29 aprile, insieme all’atto di convocazione e alla proposta di delibera, per violazione delle norme procedurali.

Di fronte al ricorso, l’Amministrazione Vetere corre ai ripari. Il 8 luglio 2025, la Giunta Comunale delibera (n. 88) il riesame e la conferma del rendiconto, ammettendo esplicitamente il “contrasto esistente tra il regolamento dell’ente, lo Statuto e la legge ordinaria vigente”. Il 30 luglio, il Consiglio Comunale riconferma il rendiconto con gli stessi numeri: 8 favorevoli, 4 contrari, 1 astenuto.

Tuttavia, ormai il percorso giudiziario era avviato. Il 17 settembre 2025, il TAR Calabria (Sezione Prima) emette la sua sentenza: pur dichiarando cessata la materia del contendere a seguito della nuova delibera, condanna il Comune di Santa Maria del Cedro al pagamento di € 2.500,00 per le spese di lite a favore dei ricorrenti, riconoscendo così la fondatezza delle loro doglianze.

Una vittoria morale e legale per l’opposizione, che aveva visto negati i propri diritti. Una sconfitta per l’Amministrazione, costretta a ripercorrere l’iter amministrativo e a pagare le conseguenze di una procedura frettolosa e illegittima.

Come dichiarato dai consiglieri ricorrenti: “Per ora solo un pareggio con vittoria nelle spese, ma continueremo a vigilare sul rispetto dei diritti di tutti.”

Una lezione di civiltà giuridica e amministrativa che ricorda come il rispetto delle regole non sia un optional, ma la base di ogni dialogo democratico.

Fonte: atti e delibere comunali, sentenza TAR Calabria Sez. I n. 918/2025.

 

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