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Il Consigliere comunale di Paola Andrea Signorelli ha scritto una lettera aperta al futuro Presidente della Regione Calabria. Signorelli esamina i problemi della regione ma anche la grande eredità culturale di uomini e donne di questa terra.
“Ciò che i calabresi chiedono con forza – scrive – non è l’ennesimo sostegno provvisorio, ma una prospettiva solida di progresso, di crescita e di dignità. La Calabria non ha bisogno di carità, ma di opportunità. Ha bisogno di vedere valorizzate le sue risorse, le sue energie migliori, i suoi giovani”.
LA NOTA INTEGRALE
Oggetto: Lettera aperta al futuro Presidente della Regione Calabria
Caro Presidente,
la Calabria si trova oggi a un bivio della sua storia. È una terra che non può più permettersi di restare imprigionata in un destino di immobilismo, di promesse non mantenute e di assistenzialismo sterile. Ciò che i calabresi chiedono con forza non è l’ennesimo sostegno provvisorio, ma una prospettiva solida di progresso, di crescita e di dignità.
Il futuro di questa regione non potrà essere costruito su misure tampone, ma su una visione ampia e coraggiosa: un progetto che faccia del lavoro il centro della vita sociale, che investa con decisione nelle infrastrutture, che renda i servizi pubblici davvero al servizio delle persone. La Calabria non ha bisogno di carità, ma di opportunità. Ha bisogno di vedere valorizzate le sue risorse, le sue energie migliori, i suoi giovani.
Troppi di loro, in questi anni, sono stati costretti ad abbandonare la propria terra per cercare altrove ciò che qui non veniva loro offerto. Medici, insegnanti, artigiani, imprenditori, studenti brillanti: hanno lasciato la Calabria non per scelta, ma per necessità. A loro, e a chi è rimasto, dobbiamo la responsabilità di costruire una regione in cui il talento non sia costretto a fuggire, ma possa finalmente mettere radici.
In questo percorso di rinascita, non possiamo ignorare una delle questioni più urgenti: la sanità. La salute non può essere un privilegio per pochi, né un terreno fertile per generare debito e inefficienze. Deve tornare a essere un diritto universale, un servizio di civiltà. Non è tollerabile che un cittadino calabrese debba spostarsi di centinaia di chilometri per ricevere cure adeguate. Una sanità che funziona è il fondamento stesso di una comunità giusta e moderna, ed è qui che la politica deve dimostrare la sua capacità di governo.
Ma il futuro della Calabria non si costruirà soltanto con i piani della politica. Esso vive già oggi nell’esempio di quegli imprenditori che, con coraggio e visione, hanno deciso di scommettere su questa terra e hanno vinto la loro sfida. Donne e uomini che, contro ogni previsione, hanno creato lavoro, innovazione, sviluppo, senza attendere sussidi né piegarsi alla logica del favore. A loro dobbiamo riconoscere il merito di aver dimostrato che un’altra Calabria è possibile: la Calabria che compete, che produce, che sa guardare avanti. Il loro esempio è la migliore risposta a ogni tentazione populista, la prova concreta che il riscatto non si ottiene con assistenza ma con responsabilità e intraprendenza.
Non possiamo dimenticare che questa terra vanta una gloria antica e un’eredità culturale senza pari. Qui la Magna Grecia innalzò città come Crotone e Locri, e da qui Pitagora insegnò al mondo che la conoscenza è libertà. Da Squillace, Cassiodoro seppe unire fede, cultura e politica in un progetto universale. Da Stilo, Tommaso Campanella immaginò una “Città del Sole” fondata sulla giustizia e sulla ragione. E quando l’Italia si preparava a nascere, la Calabria rispose con il coraggio dei suoi patrioti: Luigi Miceli, Domenico Mauro, e tanti altri che pagarono con la vita il sogno dell’Unità.
Accanto a loro, la figura luminosa di Francesco da Paola, il santo degli umili e degli emarginati, ci ricorda che anche nei tempi più duri la Calabria ha saputo generare spiriti liberi e coraggiosi. Egli seppe opporsi ai privilegi dei papi, dei re e dei principi, scegliendo di stare dalla parte della gente semplice, di chi non aveva voce. La sua testimonianza, ancora oggi, parla di una Calabria che non si piega ai potenti, ma che trova forza nella dignità e nella giustizia.
In questa storia di coraggio non può mancare la voce delle donne. Basti ricordare Giuditta Levato, giovane contadina di Calabricata, che nel dopoguerra sacrificò la vita per difendere la sua terra e i diritti della sua comunità. E accanto a lei, in tempi più vicini a noi, la forza di Lea Garofalo, che ebbe il coraggio di sfidare la mafia e di pagare con la vita la scelta della libertà. La loro eredità ci insegna che la Calabria può rinascere solo se saprà dare pieno spazio al coraggio delle donne, dentro e fuori dalle istituzioni.
La Calabria, come il mondo intero, ha bisogno di questa forza. La loro visione e la loro resilienza hanno dimostrato, in ogni epoca, di saper cambiare la direzione della storia. Come ci è stato ricordato da una grande leader americana, “i diritti delle donne sono diritti umani”, e senza la piena partecipazione delle donne nessuna società può dirsi davvero libera. Oggi più che mai la Calabria deve saper valorizzare questo patrimonio di energie e competenze, dando spazio a una leadership femminile capace di ispirare, guidare e innovare.
Lo sviluppo economico, l’innovazione, la cultura, il turismo, l’agricoltura di qualità, le energie rinnovabili: sono queste le strade da percorrere per trasformare la Calabria in un luogo che non solo trattiene i suoi figli, ma diventa capace di attrarre chi oggi guarda altrove.
La vera sfida è quella di immaginare e realizzare una Calabria che non sia più la periferia dimenticata del Paese, ma una regione viva, connessa, competitiva, pronta a camminare a testa alta in Europa e nel mondo.
Signor Presidente, la responsabilità che Le attende è grande. Ma grande è anche la speranza che il popolo calabrese ripone nella Sua guida. Non lasciamo che questa sia un’occasione mancata: facciamo della Calabria una terra di progresso, di giustizia e di lavoro. Una terra in cui chi parte possa scegliere di tornare, e chi resta possa credere che il futuro sia qui.
Con questo spirito, rivolgo un augurio sincero a tutte le calabresi e a tutti i calabresi: che possano guardare al futuro con la certezza che la loro terra, finalmente, offrirà loro ciò che meritano.
Con rispetto e fiducia,
Andrea Signorelli
Consigliere comunale di Paola



