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E’ stato presentato con una conferenza stampa il “Festival delle Tradizioni: la parola che continua a nutrire il cuore del popolo” che si terrà nel centro storico di Cetraro il 4 gennaio 2026.
L’iniziativa punta a valorizzare le tradizioni culturali, storiche ed enogastronomiche della città, favorendo il dialogo tra generazioni ed il rafforzamento dell’identità comunitaria.
Presenti il parroco Don Pantaleo Walter Salerno Naccarato, il Sindaco Giuseppe Aieta, il Presidente della Pro Loco Ciro Visca e l’ingegnere Fabio Angilica.
LA NOTA INTEGRALE
E’ stato presentato nella serata di ieri con una conferenza stampa il “Festival delle Tradizioni: la parola che continua a nutrire il cuore del popolo” a Cetraro presso la sala parrocchiale “Fra Albenzio Rossi” della Chiesa Madre di San Benedetto Abate.
L’evento si terrà il 4 gennaio 2026 nel centro storico della cittadina e punta a valorizzare le tradizioni culturali, storiche ed enogastronomiche della città, favorendo il dialogo tra generazioni ed il rafforzamento dell’identità comunitaria.
Il progetto nasce dall’impegno di un gruppo di giovani adulti in collaborazione con il parroco della Chiesa Madre Don Pantaleo Walter Salerno Naccarato con il sostegno delle associazioni e attività commerciali del territorio.
La conferenza, introdotta e moderata da Dorotea Occhiuzzi ha visto gli interventi del Sindaco Prof. Giuseppe Aieta, del Presidente della Pro-Loco Civitas Citrarii il Prof. Ciro Visca e dell’Ingegnere Fabio Angilica con le conclusioni affidate a Don Pantaleo.
Durante l’incontro è stato sottolineato come il Festival si ispiri a figure di riferimento come il senatore Giuseppe Mario Militerni, esempio di memoria, impegno civile e cittadinanza attiva da trasmettere soprattutto ai più giovani.
Particolarmente apprezzati gli interventi dei promotori dell’iniziativa e dei rappresentanti istituzionali e civili delle realtà coinvolte, che hanno illustrato finalità, spirito e visione del Festival, sottolineando l’importanza di riscoprire e valorizzare le tradizioni locali come strumento di coesione sociale e come spinta per lo sviluppo della città.
Più volte è stato ribadito come l’evento punti a recuperare la memoria storica, culturale ed enogastronomica di Cetraro affidando però un ruolo centrale alle nuove generazioni chiamate a raccogliere il testimone del passato e a reinterpretarlo attraverso linguaggi e strumenti contemporanei.
La numerosa partecipazione e il clima di entusiasmo hanno confermato l’interesse verso un’iniziativa pensata non come semplice manifestazione, ma come l’avvio di un percorso culturale e sociale capace di favorire coesione, partecipazione e sviluppo per la città e per l’intero territorio.





