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“Due pesi e due misure”. A Santa Maria del cedro il gruppo di minoranza “Insieme per il futuro” commenta così l’avviso pubblico con cui il sindaco ha comunicato che dal 1° marzo saranno effettuati controlli a tappeto, minacciando sospensioni e revoche delle licenze per le attività commerciali non in regola con il pagamento dei tributi.
Stesso discorso per i privati. “Si parla di un ente – scrive la minoranza – che fatica a mantenere la regolarità del DURC e che vive in uno stato di continuo ravvedimento operoso per i propri tributi.
Un sistema che genera sanzioni e interessi costanti, i quali, paradossalmente, gravano proprio su quelle casse comunali che i cittadini dovrebbero rimpinguare. In un momento economico ancora fragile, un Sindaco che ha a cuore la propria comunità dovrebbe tendere la mano, non brandire il bastone”.
LA NOTA INTEGRALE
Prima di minacciare il pugno di ferro contro commercianti e cittadini, l’Amministrazione dovrebbe guardarsi allo specchio. Tra debiti fuori bilancio, edifici scolastici dubbi e uffici comunali al limite della decenza, la morale di Vetere appare quantomeno tardiva e fuori luogo.
SANTA MARIA DEL CEDRO – È bastato un post sui social per scatenare la bufera. Il Sindaco Ugo Vetere, in un recente avviso pubblico, ha alzato il tono della voce contro l’evasione tributaria e le irregolarità strutturali delle attività commerciali, minacciando sospensioni, revoche delle licenze e controlli a tappeto a partire dal 1° marzo 2026. Ma, come spesso accade, chi punta il dito dimentica di avere le altre quattro dita rivolte verso se stesso.
Un Comune in “perpetuo ravvedimento”
Mentre il Sindaco invita i cittadini a regolarizzare la propria posizione, il Comune di Santa Maria del Cedro sembra essere il primo a non dare il buon esempio. Si parla di un ente che fatica a mantenere la regolarità del DURC e che vive in uno stato di continuo ravvedimento operoso per i propri tributi. Un sistema che genera sanzioni e interessi costanti, i quali, paradossalmente, gravano proprio su quelle casse comunali che i cittadini dovrebbero rimpinguare. È lecito chiedersi: con quale autorevolezza si minaccia la chiusura delle attività altrui quando la “casa comunale” è la prima a non essere in regola con i conti?
Sicurezza: una priorità a correnti alternate
Il Sindaco cita la tragedia di Crans-Montana per giustificare verifiche rigorose su agibilità e collaudi statici. Un richiamo condivisibile, se non fosse che la sicurezza sembra essere una priorità solo quando riguarda i privati.
- Scuole e D.M. 18.12.1975: Molti genitori segnalano preoccupazione per i locali destinati temporaneamente a scuole pubbliche. Sono davvero rispettati i requisiti del decreto ministeriale sulla sicurezza scolastica? Le segnalazioni di infiltrazioni d’acqua piovana non sono certo un biglietto da visita rassicurante.
- Uffici Comunali e D.Lgs. 81/2008: I dipendenti comunali lavorerebbero ammassati in stanze non idonee o su soppalchi di fortuna. Dove sono i regolamenti igienico-sanitari e il rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro all’interno delle sedi municipali?
- Cantieri e materiali: Ci si chiede se i lavori di ristrutturazione in corso siano eseguiti a regola d’arte e se i materiali di coibentazione utilizzati siano realmente ignifughi, come la prudenza (e la legge) imporrebbe.
Minacce invece di soluzioni: dov’è la rottamazione 2026?
In un momento economico ancora fragile, un Sindaco che ha a cuore la propria comunità dovrebbe tendere la mano, non brandire il bastone. Invece di limitarsi a minacciare controlli repressivi, perché l’amministrazione Vetere non ha attivato un nuovo piano di rottamazione per i morosi attivabileper il 2026? Sarebbe stato un modo concreto per ridurre la morosità e venire incontro alle famiglie, preferendo il dialogo alla coercizione.
Il sospetto della discrezionalità
L’ultimo timore, ma non meno grave, è che queste “verifiche a tappeto” finiscano per seguire logiche politiche, colpendo con precisione chirurgica chi osa opporsi alla linea della giunta. Le irregolarità, se ci sono, vanno sanate ovunque, ma la legge deve essere uguale per tutti, non un’arma da usare contro gli avversari.
Sindaco Vetere, prima di “invitare” i cittadini al rigore, metta in ordine la sua amministrazione. La credibilità non si ottiene con i post su Facebook, ma con l’esempio.



