![]()
“L’Azienda Sanitaria provinciale di Cosenza continua a sostenere la legittimità dell’istituzione delle due strutture complesse di Chirurgia Generale a Praia a Mare e Trebisacce, ma evita di affrontare il punto principale: queste strutture non sono previste dai Decreti Commissariali attualmente in vigore”.
Ad affermarlo in una nota è il Movimento Civico per il Nuovo Ospedale dell’Alto Tirreno Cosentino. “Il nostro obiettivo – sottolinea il Movimento – non è ostacolare i servizi sanitari, ma assicurarci che vengano attivati in modo legittimo, concreto e sostenibile”.
LA NOTA INTEGRALE
In risposta al comunicato stampa diffuso dall’ASP di Cosenza in data 29 settembre 2025 (Nota
18/2025), il Movimento Civico per il Nuovo Ospedale dell’Alto Tirreno Cosentino ritiene necessario intervenire per fare chiarezza. L’Azienda Sanitaria continua a sostenere la legittimità dell’istituzione delle due strutture complesse di Chirurgia Generale a Praia a Mare e Trebisacce, ma evita di affrontare il punto principale: queste strutture non sono previste dai Decreti Commissariali (DCA) attualmente in vigore.
Il DCA n. 360/2024, approvato dai ministeri competenti, indica chiaramente che l’unica UOC
(struttura complessa) prevista a Praia a Mare è Medicina Generale. La Chirurgia, invece, è un’articolazione semplice collegata all’ospedale spoke Cetraro–Paola. Questa è la rete ospedaliera ufficiale e vincolante. Nessun atto aziendale può modificarla, se non con un nuovo DCA approvato anche a livello ministeriale.
Nel comunicato del 29 settembre, l’ASP sostiene che la struttura complessa di chirurgia era
già prevista e mai messa in discussione. Ma basta leggere l’Atto Aziendale n. 2000/2025, redatto dalla stessa ASP, dove a pagina 133 si legge: “Con il DCA N. 360 del 20.11.2024 si è dato atto alla definitiva configurazione delle UU.OO. all’interno dell’Ospedale di Praia.”
Quindi lo stesso documento riconosce che il DCA 360/2024 è l’atto definitivo. E in quel DCA
la UOC di chirurgia non c’è. L’ASP si smentisce da sola: prima definisce il DCA come
riferimento finale, poi cerca di aggirarlo.
Nel comunicato, l’ASP afferma che “il documento non è mai stato messo in discussione nei passaggi successivi con i tavoli regionali”. Questa frase è fuorviante. Ricordiamo che la Regione Calabria è commissariata in ambito sanitario. Di conseguenza, l’unico organismo competente ad approvare o modificare la rete ospedaliera è il Tavolo interministeriale Adduce, composto da: Ministero della Salute; Ministero dell’Economia e Finanze (MEF). I tavoli tecnici regionali non hanno alcun potere decisionale. Qualsiasi modifica, come l’istituzione di nuove strutture complesse, deve essere autorizzata formalmente da questo Tavolo, e recepita in un nuovo DCA.
Nel comunicato si fa riferimento a standard e criteri organizzativi, ma non si dice nulla su:
quando e come queste strutture verranno attivate; con quali risorse economiche; con quale
personale. Senza questi elementi concreti, si rischia solo di creare confusione e false
aspettative nei cittadini.
Respingiamo con forza l’accusa secondo cui stiamo facendo “strumentalizzazione politica”.
Chiedere rispetto delle regole e chiarezza amministrativa non è fare politica, è pretendere legalità e trasparenza. Chiediamo all’ASP e alla Regione Calabria di: dichiarare pubblicamente se le due UOC sono state effettivamente autorizzate dal Tavolo interministeriale Adduce; spiegare con quali fondi, tempi e personale intendono attivarle; avviare un confronto aperto, con cittadini e rappresentanti locali, per una programmazione sanitaria trasparente e condivisa. Il nostro obiettivo non è ostacolare i servizi sanitari, ma assicurarci che vengano attivati in modo legittimo, concreto e sostenibile.
I cittadini meritano verità, non annunci in piena campagna elettorale.
Movimento Civico – Nuovo Ospedale dell’Alto Tirreno Cosentino
Antonio Mandarano
Tullio Laino
Giovanni Moccia
Antonio Parente
Biagio Iorio
Carmelo De Leo



